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Amor Polenta al cocco

“Benedetto e’ il periodo che impegna il mondo intero in una cospirazione d’amore.” cit.

Ogni anno nutriamo la speranza di essere più buoni, almeno durante il periodo natalizio. Gli avvenimenti attuali invece ci costringono a riflettere sulla grande difficoltà, a volte, di accettare il diverso e il nuovo. Si parla sopratutto di problemi legati ai flussi migratori, inevitabili come le maree  o il susseguirsi delle stagioni. Ma esiste un luogo dove le “contaminazioni” di altre culture è una ricchezza imprescindibile e dove il nuovo è sempre benvenuto: la cucina. Provate solo a pensare cosa sarebbe oggi il panorama italiano se dovessero mancare nel paesaggio gastronomico due semplici ingredienti: il pomodoro e il caffè. Entrambi arrivati da molto lontano, proprio con la scoperta di un nuovo incredibile mondo, grazie alla curiosità e intraprendenza di un singolare personaggio: Cristoforo Colombo.

Allora, migliaia di europei, mossi dal bisogno di sfuggire a conflitti, prigionia e fame si sono avventurati oltreoceano, in cerca di una cosa molto semplice e lecita: un posto dove vivere in pace. Altri invece cercavano ricchezza e potere, ma questa è un’altra storia.

Grazie a questi flussi migratori oggi troviamo, ad esempio, in Lombardia, distese di piantagioni di mais che finiranno nelle nostre tavole, in deliziosi piatti di polenta. Mi fa sorridere pensare come alla fine dell’ottocento, con un nuovo consistente arrivo di migranti italiani sulle coste brasiliane, siano ritornati in solo natio le materie prime trasformate e valorrizzate, in forma di ricette portate dalle donne europee.

Una di queste donne era mia bisnonna: Adalgisa Minelli, nata a Marzabotto nel 1894 e arrivata in Brasile nei primi del ‘900. Adorava la polenta e la mangiava anche a prima colazione, annegata in una tazza di latte. Lei era solo una delle migliaia di donne italiane arrivate in Brasile in quel periodo. E le ricette con la farina di mais sono tantissime, rivedute, adattate, a volte migliorate.  Una di queste è l’Amor Polenta, da noi conosciuto come “Broa di milho” o “Broa de fuba’ “.

La ricetta lombarda prevede l’aggiunta di farina di mandorle, vaniglia, un goccio di liquore. La versione brasiliana invece è molto più semplice e prevede delle varianti: un pizzico di anice stellato o la farina di cocco. A me personalmente la ricetta con la farina di cocco piace molto e ve la riporto qui.

Accompagnato da una buona tazza di caffè “americano”, per la prima colazione della mattina di Natale, un modo diverso e al tempo stesso antico di assaporare l’oro delle piantagioni lombarde: il mais.

Ricetta dell'Amor Polenta al cocco.

INGREDIENTI:

  •  1 tazza (da tè) di farina 00
  • 1 tazza (da tè) di farina di mais
  • 1 tazza (da tè) di farina di cocco
  • 1 tazza (da tè) di latte
  • 1 tazza (da tè) di zucchero
  • 1/2 tazza (da tè) di olio di semi di girasole
  • 2 uova
  • un pizzico di sale
  • 10 g di lievito per dolci

PREPARAZIONE:
Mixare molto bene tutti gli ingredienti in un frullatore, ad eccezione del lievito, che va aggiunto per ultimo con il frullatore spento, e mescolato con cura utilizzando un cucchiaio. L’impasto ottenuto va versato in uno stampo da plumcake ben imburrato e infarinato, cotto in forno preriscaldato a 180°, per circa 50 minuti. Per essere certi di aver raggiunto la cottura ottimale usate il vecchio trucco dello stecchino di legno o stuzzicadenti, infilandolo al centro del dolce: se esce pulito vuol dire che è pronto.